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Parliamo del Romance Lab

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Abbiamo un problema. E non è il romance.

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Rotte Narrative non è mai stata la mia cosa preferita per tutta una serie di ragioni (tra cui la questione del payoff di Writer’s Dream e Ultima Pagina btw) e ho di mio una sincera avversione per i “venditori di corsi” di questo tipo, soprattutto quando non hanno alcun tipo di presenza all’interno del settore di riferimento.

Questo è il mio primo problema. A me sta bene che Livio Gambarini, che è l’insegnante di questo corso, faccia lezioni sul fantasy, per esempio. Voglio dire, è un autore di fantasy, ha pubblicato fantasy, posso ritenerlo competente sull’argomento e quindi dire “ok, questa persona può insegnarmi qualcosa”, considerato che io non so un cazzo di fantasy e, come ormai ben sapete, mi fa anche abbastanza schifo (disse Daniela, avendo appena terminato di scrivere un romance western fantasy. Daniela non è famosa per la sua coerenza su certi argomenti).

Tuttavia Livio Gambarini non è un autore di romance. È una persona che afferma di aver letto romance, cosa mi lascia meh, che afferma di averlo “studiato” a sufficienza per mettere su un corso… con delle competenze che in realtà non ci sono, perché non ha mai scritto romance a suo nome, quindi chi si iscrive a questo corso si deve basare solo sulla fiducia.

Ho comunque deciso di seguirlo perché tanto c’è sempre da imparare, anche se, come me, hai più di 40 libri pubblicati sul groppone, e in verità volevo anche accertarmi della cosa. Per cui ho guardato le lezioni (e già solo nella prima lezione, per l’intera prima ora su due ore e un quarto non dice assolutamente nulla; ma è di logica la cifra stilistica di questo genere di corsi, tenerti attaccato per un sacco di tempo dandoti con il contagocce le informazioni essenziali — che potevano benissimo essere contenute in una mail) e scaricato l’opuscolo in allegato alla newsletter.

L’opuscolo è interessante, se non hai mai letto o scritto un libro in vita tua, e se non hai in programma di farlo in un futuro prossimo.

Partiamo da un presupposto importante: questo non è un corso per imparare a scrivere romance. Non è nemmeno un corso per imparare a scrivere un buon romance. È un corso pensato per insegnarvi a scrivere un solo tipo di romance, che è quello considerato vendibile — cosa molto diversa dallo scrivere bene.

Ci viene venduta La Formula del Batticuore, ovvero quello che Rotte Narrative afferma essere “l’ingrediente segreto dei romance di successo”. Peccato che questa formula, riassunta in breve nell’opuscolo, sia aria fritta.

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Questa che vedete sopra è la prima pagina utile dell’opuscolo in allegato alla newsletter. Come dice il mio amico Andrea Santucci: chiunque si sia inventato che la prima scena del romanzo deve contenere la linfa dell’intero romanzo deve andare a coltivare ortiche (che poi la promessa della premessa è una cosa che esiste, ma NON è la prima scena del romanzo, è l’inizio in generale. È il motivo per cui se leggi un giallo ci rimani di merda se al decimo capitolo ci sono eventi soprannaturali, per esempio).

È vero, la struttura del romance è quella più codificata in assoluto (motivo per cui funziona così bene come genere da solo o abbinato ad altri). Tuttavia il motivo per cui determinati romance funzionano, non è certo a causa dei 60 beat che Gambarini afferma essere essenziali per la costruzione di un libro romance. Perché, per esperienza, posso dirvi che tutti i libri romance (o quasi) sono costruiti nella stessa identica maniera di qualsiasi altro romanzo.

Per carità. È vero che questi beat funzionano. Ma è anche vero che il romance, come la maggior parte dei romanzi in generale, segue la classica struttura a tre atti e la regola del viaggio dell’eroe (che mi auguro di non dover stare a spiegare, altrimenti siamo proprio alla frutta).

Come ho già spiegato tempo addietro, il romance ha due regole fondamentali: una storia d’amore rilevante e il lieto fine. Nient’altro, il resto è un tana libera tutti.

Perché dico questo?

Molti anni fa (tipo 12/13) lavoravo per Dreamspinner Press, una casa editrice americana che è stata tra le primissime CE al mondo a pubblicare gay romance (ce l’avete presente T.J. Klune, passato prima da Triskell e ora a Mondadori nella sua traduzione italiana? Ecco lol) e sono state anche le prime a esportarlo in Italia, dando poi successivamente vita al fenomeno locale con la nascita appunto di Triskell Edizioni e Quixote Edizioni, leader del settore.

Sta di fatto che ora non esiste più (per fortuna oserei dire), né purtroppo ce l’ho più da mostrarvi, ma chiunque abbia provato a pubblicare con loro in passato sa benissimo di cosa parlo: l’infausto manuale delle submission guidelines.

Questo PDF era tutto quello che un autore di romance MM doveva sapere per pubblicare con loro. Era la regola. Ed era strutturato in modo estremamente simile all’opuscolo di Rotte Narrative, salvo essere molto più stringente: doppio pov alternato, i protagonisti si dovevano incontrare alla fine del capitolo 2 o al massimo all’inizio del 3, dovevano scopare entro il capitolo 5 per la prima volta e in generale la storia doveva contenere almeno tre o quattro scene di sesso il più possibile esplicite. Era importantissimo che qualsiasi personaggio femminile non fosse d’ostacolo alla coppia protagonista (se erano bisessuali era accettata solo la moglie morta o l’ex moglie stronza), se possibile niente figli (sono d’ostacolo alla coppia), niente sesso eterosessuale e il conflitto doveva essere rigorosamente esterno (salvo poche eccezioni) poiché alle lettrici non piace (e questa cosa è rimasta molto in generale).

Per anni (almeno 10) questo PDF è stato LA regola su come scrivere il gay romance. Io stessa per diverso tempo ho seguito queste regole, perché non seguirle non è che significasse solo “non vendere”, significava proprio non pubblicare, in principio. Poi, per fortuna, qualcuno si è rotto il cazzo e ha detto anche basta (cosa che spero accada anche qui).

Questo ha dato vita a una schiera di gay romance del tutto identici le cui storie erano piuttosto dimenticabili, poiché il canovaccio era uguale per tutte. Per questo arriccio il naso di fronte a qualcosa che mi dice che la storia “deve andare tassativamente così”. Non è vero.

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Il sentimento, la capacità di generare emozioni, quel… chiamiamolo buon gusto per la drammaticità di una scena non è qualcosa che si impara con questo corso (o nessun altro in generale). La capacità di costruire personaggi memorabili che a distanza di cinque o sei anni la gente ancora si ricorda e ama non è qualcosa che si impara con un corso (e qui flexo me stessa). Come si risolve? Leggendo romance. Magari facendosi consigliare da chi lo conosce.

Tornando all’opuscolo: una cosa che mi è saltata subito all’occhio, per esempio, è come dia per scontato che la protagonista debba essere una donna, il love interest un uomo e come chi scrive e chi legga romance siano donne. Questo intero corso si basa sull’eteronormatività, una cosa che da scrittrice di romance LGBT+ mi ha fatto saltare la mosca al naso. Tuttavia, trovo che abbia senso.

Come abbiamo appurato prima, Romance Lab non è nato per creare equità, bensì per vendere, e il romance FM è un mercato immenso in cui si vende tantissimo, un luogo in cui io stessa non ho mai pensato di mettere piede (anche se sto testando ora le acque su Wattpad con una storia che ho appena iniziato, giusto per vedere come me la cavo). Per cui è sensato che non si parli di romance mm o romance ff, dato che, in confronto, si tratta di due nicchie di mercato minuscole. Certo, mi ha fatta un po’ ridere che negli incontri, a rappresentare il romance lgbt+ sia stata chiamata un’autrice che viene venduta come fantascienza e non come romance e che ha una grande passione per tutti quei trope odiati dalla comunità lgbt+ tipo il gay for you. Un’autrice che, durante la live, ha affermato che “prima i romance mm non avevano i lieto fine” e che si sono “evoluti solo ora” o peggio, che “tutti i romance queer sono forbidden di base” (solo a riscrivere queste cose provo orrore. Come mi hanno detto le mie amiche: Danielan’t. Tutto quello che è stata la storia documentata del romance mm in Italia è stata cancellata con un colpo di spugna da una persona che non c’era e che non ha mai lavorato in questo settore). Si poteva chiamare che so, una ben più solida Alexandra Rose, o una Mary Durante per il self, o una Ester Manzini, se proprio si voleva rimanere nell’ambito dei pubblicati da grandi case editrici e allo stesso tempo avere gente competente sull’argomento — e una buona reputazione.

Certo, dopo questo livestream, il mio rispetto per Livio Gambarini è salito ai massimi storici, è difficile cercare di essere professionale contro una macedonia del genere. Ho provato sincera pena per lui.

In generale, consiglierei di leggerli i libri dei collaboratori, per risparmiarci “silenzi obsoleti” ed “effigi” usato per persone vere e non statue. Ma come abbiamo già stabilito, questo non è un corso per imparare a scrivere bene, è un corso per imparare a vendere.

Ci tengo però a dire una cosa importante: il romance MM non è un genere “nuovo” e noialtri non siamo cresciuti “leggendo romanzi tradotti male dalla Francia”, visto che tutti i libri che sono stati tradotti in passato sono stati importati in Italia da Dreamspinner per la prima volta circa nel 2014/2016. Siamo cresciuti con le fanfiction, poiché STORICAMENTE il romance MM è appannaggio del mondo delle fanfiction (come uno dei suoi trope più famosi, quello dell’omegaverse. Livio, se vuoi che qualcuno ti spieghi l’omegaverse scrivimi, perché quando ho sentito dire “ci sono pochissimi omegaverse” ho sentito la mia povera collega Mary, che scrive quasi solo omegaverse, ululare dal Belgio).

Ogni parola che è stata detta in questa live sul Romance MM è stata una pugnalata, l’abbiamo ascoltata in gruppo e vorrei potervi riportare le nostre reaction sconvolte, ma purtroppo non è possibile. Ci riserviamo però la possibilità di fare delle live nostre con blackjack e squillo di lusso per fare chiarezza su questo argomento. In de frattemp potete recuperare questo video in cui ho parlato di Romance MM & LGBT+ con Lindor al Festival del Romance Italiano 2024 nel panel a noi dedicato.

Giuro che prima o poi convincerò Ester e Juls a finire quel saggio su fanfiction e romance mm che volevamo scrivere.

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Ma torniamo a noi.

Come vi dicevo in apertura, una cosa che è stata notata da noi addettə ai lavori del mondo romance, è che Romance Lab non voglia insegnarvi a scrivere romance. Vuole, semmai, insegnarvi a scrivere un determinato tipo di romance, quello che va di moda ora e che vende tanto (ovvero l’enemies to lovers + slow burn, anche se sarebbe più corretto chiamarlo “gente che bisticcia per futili motivi + slow burn”, visto che devo trovare ancora qualcuno, nell’ambito dell’FM, che sappia scrivere l’enemies to lovers come Satana comanda). In più punti Gambarini insiste inoltre sul conflitto che deve essere interno e non esterno (che, nella mia esperienza, è la cosa più complessa da scrivere, oltre a generare estremo fastidio nella maggior parte dei lettori), che le scene di sesso devono essere il più possibile verso la fine e che, se possibile, i due protagonisti non dovrebbero conoscersi all’inizio… e io qui alzo le mani.

Io non posso credere che una persona che dice di aver letto tanto romance possa affermare una cosa del genere con tale sicumera.

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Il mero pensiero mi annoia a morte, ma è anche vero che per me (così come la maggior parte delle persone che scrive con me), quello che è considerato “vendibile” adesso è merda fumante. Perché come ho detto prima: vendere tanto ≠ saper scrivere belle storie.

Il fatto è, miei cari lettori (percepitemi come la voce di Lady Whistledown), che il successo di un romance non è dato da una formula specifica, bensì da tanti fattori: ci sono CE che vendono romance molto popolari che fanno cagare e altri che invece sono capolavori ma che non conosce quasi nessuno.

Qual è la regola del successo? Semplice: la botta di culo. Quella, e il sapersi costruire una community solida che cresca ininterrottamente nel corso degli anni.

Perché di una cosa sono certissima: Romance Lab di Rotte Narrative vi promette che a fine corso sarete in grado di scrivere romance che venderanno tantissimo, ma la realtà è che finirete nel calderone di migliaia di altre autrici che magari scrivono benissimo, ma che non si incula nessuno. Perché? Perché il pubblico ve lo dovete costruire con le vostre manine in un sacco di tempo, analizzando il mercato, trovandovi i lettori, costruendovi una community, non in sessanta beat.

Volete un consiglio gratis su come scrivere bene romance? Scrivete fanfiction. Sono serissima. Se tutti scrivessero fanfiction per esercitarsi, come sandbox, la scrittura di chiunque ne gioverebbe, sono più di 20 anni che predico questa cosa.

Non ringraziatemi.

E poi quando non andrà più di moda l’enemies to lovers + slowburn come la metteremo? No, perché anche questo è da considerare. Saremo pieni di romanzi che nessuno vorrà leggere perché hanno stufato a morte. Anche perché consigliare di iniziare a scrivere adesso di un trend che ha già toccato il suo picco e che — si spera — presto sarà superato da altro… che senso ha? Se lo scopo è vendere, allora il consiglio dovrebbe essere studiare a fondo la nicchia del Romance per intuire cosa sta emergendo o potrà andare in trend a breve. Così da cavalcare la prossima onda, invece che inseguire quella che presto andrà a estinguersi sul bagnasciuga.

Andatevi a leggere un po’ di Harmony History e fate un favore a voi stessi.

In conclusione

Romance Lab è un corso assolutamente non necessario a chi è già autore del genere, ma che è gratuito per buona parte e che in ogni caso può insegnare qualcosa non a chi scrive già romance, bensì a chi ne è del tutto digiuno (e a cui magari il genere fa pure un po’ schifo). Non vi garantirà alcun tipo di risultati certi, come è ovvio che sia, ma ha il pregio di essere relativamente chiaro (al netto delle chiacchiere inutili per arrivare al succo del discorso) sulla struttura narrativa da seguire. Dunque è utile per chi, appunto è del tutto digiuno dell’argomento.

A voi che già scrivete romance: continuate così, you did nothing wrong.

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Consigli per gli acquisti

Siccome in questo corso è stato trattato anche il romance MM, che Livio Gambarini ha candidamente ammesso di non conoscere, essendo il mio settore mi permetto di consigliare un po’ di titoli che amo molto di questo genere.

Avrete notato che non ho inserito nessun mio titolo, perché non ho scritto questo post per flexare le mie pubblicazioni. Tuttavia se proprio volete, sul mio instagram trovate il mio starter kit.

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A fare i soldi nel Klondike non sono stati certo i cercatori d’oro, ma i venditori di pale e picconi.

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Daniela Barisone
Daniela Barisone

Written by Daniela Barisone

Italian, 39. Writer for Lux Lab & Quixote Edizioni. Fanwriter and proud. https://beacons.ai/danielabarisone